Lancio di StratoSpera: Toscana, primavera 2010

26 ottobre 2009 amoroso Nessun commento

La progettazione e pianificazione di StratoSpera sono arrivate a una fase in cui possiamo stabilire un possibile luogo e data di lancio: una località della Toscana ancora da definire, in aprile-maggio 2010. Abbiamo scelto la Toscana perché vi risiedono alcuni membri del team con precedenti esperienze di lancio di palloni da quelle zone, e perché le condizioni ambientali e di recupero sono compatibili con il profilo di missione.
- Paolo

La progettazione e pianificazione di StratoSpera sono arrivate a una fase in cui possiamo stabilire un possibile luogo e data di lancio: una località della Toscana ancora da definire, in aprile-maggio 2010. Abbiamo scelto la Toscana perché vi risiedono alcuni membri del team con precedenti esperienze di lancio di palloni da quelle zone, e perché le condizioni ambientali e di recupero sono compatibili con il profilo di missione.

- Paolo

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Vuoi fare volare una tua cartolina nella stratosfera?

26 maggio 2009 amoroso 3 commenti

Ti piacerebbe fare volare una tua cartolina nella stratosfera a bordo di StratoSpera? Faccelo sapere lasciando un commento qui. Tieni presente anche l’ipotesi che non si possa recuperare il carico utile per la perdita del pallone. Non possiamo infatti garantire al 100% il successo della missione.

Stiamo valuntando l’idea di vendere la possibilità di mettere sul pallone una quantità limitata di cartoline, cartoncini o biglietti scritti e preparati dai fan di StratoSpera, analogamente a quanto viene fatto nelle missioni spaziali su cui viaggiano pochi oggetti da collezione o ricordi personali. Dopo il volo la cartolina verrebbe restituita.

Sarebbe un’opportunità di finanziamento per il nostro progetto.

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Riunione del team StratoSpera a Milano del 04/04/2009

8 aprile 2009 amoroso Nessun commento

Alcuni utenti di Forumastronautico.it si sono trovati a Milano il 4 aprile 2009 per assistere a proiezioni di film di argomento spaziale di Vedere la Scienza 2009, un festival internazionale di film e documentari scientifici. Abbiamo colto l’occasione per un incontro informale del team StratoSpera in cui discutere dei fondi disponibili, delle numerose nuove offerte di collaborazione, lo stato di progettazione del pallone, la gondola e il payload, la zona di lancio e molto altro.

- Paolo

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Arrivano offerte di collaborazione per StratoSpera: grazie!

29 marzo 2009 amoroso Nessun commento

In questi giorni stiamo ricevendo incoraggiamento e offerte di collaborazione su vari aspetti del progetto da contatti personali e via email. Per il momento ringrazio a nome del team tutti quelli che ci hanno contattao. Le valuteremo più in dettaglio e vi terremo informati.

- Paolo

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Dando forma ad un sogno

26 marzo 2009 michael Nessun commento

Ciao a tutti.

Innanzitutto voglio ringraziare coloro i quali, anche grazie a SatExpo, hanno lasciato commenti di supporto e offerte di aiuto. Ci sentiamo meno soli in questa avventura.

Questi sono giorni di svolta. Il progetto StratoSpera ha sonnecchiato nei nostri cassetti, emergendo in chiacchierate notturne, o discussioni davanti ad una pizza nei nostri incontri, ogni volta aggiungendo un pezzetto del puzzle, fino ad ora. Ora i bordi del puzzle sono delineati, le idee vanno schiarendosi e siamo pronti a fissare obiettivi precisi e a cominciare a trasformare in qualcosa di tangibile (hackerabile, toccabile, collegabile, cortocircuitabile, GONFIABILE) quello che fin’ora è stato un sogno.

La scheda è stata sostituita, nel progetto, la radio ha qualche opzione che vogliamo esplorare, l’idea del software prende forma e aspetta solo dell’hardware su cui correre. Tutto sembra piu’ reale che mai. Ed è ora che il vostro supporto (morale, economico, di know how) diventa sempre più prezioso.

Cominciamo ad alzarci dal suolo. Tenete d’occhio queste pagine nel prossimo futuro.

Stay tuned, more to come

Michael Sacchi
Stratospera Payload Specialist

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StratoSpera a SAT Expo 2009: prime impressioni

23 marzo 2009 amoroso Nessun commento

Il nostro team ha partecipato a SAT Expo 2009 a Roma dal 19 al 21 marzo presso lo stand di Forumastronautico.it e ISAA. DEDALONEWS ha pubblicato un articolo sul progetto StratoSpera dopo avere intervistato Marco Zambianchi. Puoi trovare le prime impressioni e alcune foto del mockup del pallone su Forumastronautico.it. Abbiamo avuto contatti interessanti e ricevuto informazioni e consigli utili, dei quali ringraziamo.

- Paolo

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Il team StratoSpera a Roma per SAT Expo 2009 dal 19 al 21 marzo 2009

13 marzo 2009 amoroso Nessun commento

Alcuni membri del team StratoSpera parteciperanno a SAT Expo 2009 – Space Applications & Technologies, la fiera di settore che si svolgerà dal 19 al 21 marzo 2009 nei padiglioni della Nuova Fiera di Roma. Saremo presso lo stand di Forumastronautico.it e ISAA. Ti aspettiamo.

- Paolo

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Prime ipotesi di payload

16 febbraio 2009 michael 7 commenti

Essendo un progetto amatoriale, Stratospera non segue i canoni di progettazione e integrazione tipici di un progetto di ricerca. Le competenze del team non sempre si accompagnano ad un’adeguata esperienza, ed è fisiologico che le ambizioni e gli obiettivi siano fluttuanti e cambino nel tempo.

I punti “fermi” sui quali la discussione sembra essersi stabilizzata sono gli obiettivi minimi del payload, ovvero del carico utile trasportato dal nostro pallone.

  • Fotografia, con particolare obiettivo di rilevare il “nero” del cielo, oltre gli strati piu’ densi dell’atmosfera
  • Rilevazioni atmosferiche di base, come temperatura e pressione (e forse livelli radioattivi)
  • Rilevazione della posizione e trasmissione della stessa a terra per un successivo recupero.

Diverse piattaforme tecnologiche rispondono ai requisiti, alcune più economiche, altre più costose, alcune facili da sviluppare, altre che richiedono studio ed analisi approfonditi.

In via del tutto esplorativa, stiamo valutando di testare la flessibilità di una piattaforma che ha la sua collocazione naturale sulle scrivanie, ovvero una scheda VIA EPIA mini ITX, con processore VIA C7.

La scheda non è dissimile da quella che è contenuta nei vostri personal computer fissi, fatto salvo per un fattore di forma molto contenuto e un consumo energetico ridotto. I punti deboli, ipotizzando il suo uso per la missione, derivano dall’eccessivo calore prodotto dalla CPU, calore che a terra viene allontanato con convezione forzata grazie ad una ventola, ma che si rivela problematico nell’ambiente in cui il nostro carico si troverà a funzionare, ovvero in una sostanziale assenza di atmosfera.

Vi vogliamo rendere partecipi del “resoconto” di una serata di test esplorativi su un esemplare di VIA Epia in nostro possesso, volti a prendere confidenza con il sistema e valutarne l’adeguatezza al volo.

Il tono del resoconto è “scanzonato”, perchè diretta testimonianza delle comunicazioni interne al team.

StratoSpera Test

Ieri sera ho effettuato i primi test su quello che sarà il probabile nucleo del payload, ovvero una scheda madre mini-ITX con un processore VIA C7 da 1,5 GHz.

Gli obiettivi della serata erano tre.

  • Verificare il funzionamento di un alimentatore DC-DC da me acquistato per il progetto (è come l’alimentatore contenuto nel vostro computer fisso, con la differenza che accetta tensioni continue a 12 V in ingresso, invece della normale tensione di rete da 220V, in alternata. E’ necessario per alimentare la scheda con una batteria)
  • Misurare l’assorbimento di corrente del sistema “nudo”, senza ulteriori periferiche.
  • Verificare il funzionamento della scheda e del processore in modalità “fanless”. Ovvero scollegando la ventola che toglie calore al dissipatore metallico montato sopra il processore. A 30 Km di altezza c’e’ poca aria da spostare….

Ho rimesso piede dopo mesi nel mio “laboratorio”, acceso un glorioso FT-100 su Virgin Radio (è come usare una ferrari per andare a fare la spesa, diciamo), e ho sistemato il “necessaire” sul tavolo.
Ho innestato l’alimentatore sulla scheda, ho predisposto l’amperometro in serie al circuito di alimentazione, ho collegato il tutto al mio fido alimentatorino…e dopo un attimo di panico dovuto al fatto che non trovavo i pin da cortocircuitare per l’accensione ( mrgreen) ho dato fuoco alle polveri.

Segue una scena degna di Ken Mattingly nel simulatore del Command Module di Apollo 13: occhio FISSO sull’amperometro. Il mio alimentatore fornisce al massimo 2.5 A (3.5 per BREVISSIMI periodi) prima di soccombere. Un valore superiore ai 2.5 Ampere mi avrebbe indotto a staccare tutto d’urgenza.

Un alimentatore da 25 A era a pochi cm di distanza…ma usarlo avrebbe significato spegnere la musica. Ma “silence is not an option”.

Il consumo raggiunge un picco di 2.5A nelle primissime fasi del boot (che in un esemplare di volo verrebbero svolte con la batteria in carica) mentre si attesta tra 1,6 e 1,8 A durante il funzionamento a regime. Cosa questo significhi, in termini economici e di massa, per la batteria del pallone dipende dalle prestazioni e dai prezzi delle batterie in commercio. Non ho ancora indagato in quella direzione.
La ventola di raffreddamento incide sul consumo per 50mA. Nulla.
La connessione di uno schermo sulla porta VGA della scheda (necessaria per il setup iniziale ma del tutto inutile in seguito) è ininfluente.
L’utilizzo di due memorie flash usb (”chiavette usb”, vedi in seguito) è trascurabile.

Amperometro

La temperatura di esercizio del processore raffreddato dalla ventola è di 38°C (esatto, come gli esseri umani) . Nella utility di monitoraggio, all’interno del menu di setup del BIOS della scheda, ho tenuto sotto controllo il valore a ventola spenta. Molto rapidamente (in quella modalità  il processore gira alla frequenza massima anche se non ha nulla da fare) ha raggiunto i 60°C, temperatura che causa lo spegnimento istantaneo della scheda. Tale limite di sicurezza è innalzabile a 70, 75°C  o disattivabile completamente. Non ho trovato indicazioni sul limite termico di funzionamento del processore cercando su internet. C’è un’impostazione che riduce la velocità  del processore in caso di superamento di una soglia impostabile, ma tale soglia si autoresetta a 70° ogni volta che la cambio e non sono sicuro del funzionamento.

A tal proposito ho chiesto consulenza a un ragazzo del team di pESApod, che montava una scheda molto simile, funzionante in modalità  fanless. (update: il loro processore era un Via Eden, progettato per funzionare in modalità fanless)
Come ultimo test, considerato che erano le due del mattino e mi si stava spegnendo la stufa, ho provato ad avviare una distribuzione linux (Damn Small Linux, contenuta in meno di 50 MB). La chiave usb utilizzata faceva il boot correttamente, ma il kernel non riusciva a montarla in seguito per caricare il resto del sistema. Ho risolto affiancandoci una seconda chiave (quella che mi porto sempre in tasca) con solo il sistema copiato sopra (non avevo voglia di backuppare piu’ di 1 GB di roba per formattarla e renderla avviabile). DSL funziona correttamente ma ho problemi a leggere la temperatura del processore. Ho la sensazione che con il sistema operativo avviato, e i relativi controlli ACPI, scaldi meno, ma non posso averne certezza, in quanto la lettura di temperatura effettuata dalle routine ACPI del sistema operativo è fissa a 40 °C.

Ho chiuso la serata con un tentativo di misurazione “creativo” della temperatura del processore sotto sforzo, col sistema operativo attivato.
Ho tenuto il processore al 100% (”ls -alR /”, non mi veniva in mente altro!) per un po’ di tempo, poi ho resettato la scheda leggendo la temperatura nella prima schermata dell’avvio. 66°C (avevo tolto il limite). Se fosse indicativo, sarebbe un valore tollerabile.

Devo riflettere su questi dati, ma volevo rendervene partecipi.

Nota di colore: mentre effetuavo i test, lo Unix time ha raggiunto il valore di 1234567890. Sono felice di aver trascorso quel momento, insignificante per i più, ma “divertente” per una ristretta cerchia di “geek”, svolgendo un’attività particolarmente “nerd”.

UnixTime
Michael Sacchi
StratoSpera Payload Specialist.

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Inizia la raccolta di dati meteo per previsioni sulla traiettoria del pallone

13 febbraio 2009 amoroso 1 commento

Alberto Zampieron ha iniziato a raccogliere dati meteorologici giornalieri per valutare la possibile traiettoria del pallone. I dati servono per valutare di quanto si può allontanare il pallone dal punto di lancio a seconda del momento della giornata in cui avviene il volo. Questa analisi consentirà di capire quali sono i momenti migliori per il lancio, se ci sono variazioni stagionali e stimare la probabilità di condizioni favorevoli al lancio.

- Paolo

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Ma non basta l’elio per poter volare…(2)

3 febbraio 2009 lovell Nessun commento

Completiamo l’esame della normativa internazionale relativa al lancio degli Unmanned Free Balloons.

L’ Appendice 4 del già citato annesso 2 ICAO  distingue tra palloni light, medium ed heavy: i primi due tipi devono avere una massa totale  inferiore rispettivamente a 4 e 6 kg. e non presentare nessuna delle caratteristiche previste per gli heavy (massa uguale o superiore ai 6 kg, carico con massa uguale o superiore ai 3 kg, un carico con massa uguale o superiore ai 2 kg ed una densità superficiale superiore ai 13 g per cmq, una fune o altro dispositivo per il trasporto del payload che richieda, per il distacco di quest’ultimo dal pallone, una forza superiore ai 230 N).  

Anche se il nostro punto di riferimento, sul piano normativo, resta il regolamento ENAC  “Regole dell’Aria“, appare utile riassumere quanto stabilito dall’Appendice 4. Quest’ultima, infatti, oltre a richiamare delle regole di tipo generale per il lancio (come l’obbligo di adeguarsi  alla  normativa dello Stato sorvolato), stabilisce caratteristiche strutturali e limiti operativi dei palloni unmanned:

a) l’involucro del pallone deve offrire una reflettività ai radar operanti tra i 200 MHz ed i 2.700 MHz od essere equipaggiato in modo da risultare comunque tracciabile dai radar di terra;

b) l’antenna deve avere un limite di rottura pari o superiore a 230 N ed essere dotata di un drappo colorato.

Oltre a ciò, in particolare, i palloni di tipo heavy non possono operare, senza un’apposita autorizzazione, sotto i 18.000 mt (60.000 piedi) se sono presenti alcune particolari condizioni atmosferiche (nuvolosità estesa, ridotta visibilità); devono essere dotati di almeno “due payload, sistemi o congegni, automatici o telecomandati, che operino indipendentemente l’uno dall’altro per la determinazione del volo”; devono disporre, se lanciati in determinate zone, di un radar transponder operante su un codice assegnato; devono essere illuminati ed appositamente colorati nel caso di un lancio effettuato tra il tramonto e l’alba.

Infine, i palloni zero-pressure in polietilene devono essere dotati di almeno due congegni che in modo indipendente assicurino un termine al volo dell’involucro.

L’Appendice 4 indica anche tutte le informazioni da notificare alle autorità competenti prima del lancio, ma al riguardo appare opportuno rinviare al contenuto della già citata circolare AIP-ENAV 4/2003.

Così, una volta compilato il notiziario speciale (con i previsti visti e la relativa documentazione), la domanda (in bollo) deve essere presentata alla direzione ENAC competente almeno 45 giorni prima del lancio. L’ENAC, effettuati i dovuti controlli e le opportune valutazioni di merito, fa richiesta del Notam all’ACU  (Airspace Coordination Unit) di Ciampino. In caso di esito positivo, un fax conferma l’emissione del Notam e sulla base di quest’ultimo, nonché delle autorizzazioni concesse dall’ACC, dall’ENAV e, se richiesto, dall’Aeronautica Militare, è possibile ottenere l’ (eventuale) autorizzazione finale da parte dell’ente proprietario del terreno da cui si effettua il lancio.

Il tutto può apparire complicato e di difficile gestione, ma in realtà il procedimento (salvo sorprese normative dell’ultima ora!) è ormai molto “standardizzato”.

In definitiva, una volta definito il come della nostra Stratospera, sono il dove ed il quando a fare il resto…

Rino

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